Brabham BT53
Nel 1984 Brabham e BMW sono campioni del mondo in carica in virtù dell’iride Piloti che Nelson Piquet ha conquistato l’anno precedente. I rapporti tesi tra le due componenti della squadra, che nella prima stagione del sodalizio anglo-tedesco avevano messo a repentaglio la sua stessa sopravvivenza, sono ora più che cordiali. Nonostante la vittoria del titolo, però, restano diversi problemi di affidabilità in un motore che rimane oltremodo delicato.
La difesa del titolo mondiale è affidata alla BT53, evoluzione del modello BT52 campione del mondo 1983. Le modifiche rispetto al modello precedente sono relativamente poche. La nuova BT53 si distingue soprattutto per le fiancate laterali dell’abitacolo, adesso più lunghe, introdotte per correggere alcuni problemi riscontrati nella stagione precedente. La capacità dei serbatoi viene ridotta a 220 litri, in conformità al nuovo regolamento, in base al quale viene di conseguenza eliminato il bocchettone per il rifornimento rapido in corsa, ora vietato. L’aspetto tecnico più rilevante è l’adozione della fibra di carbonio per la costruzione del telaio, una soluzione già sperimentata con successo dalla McLaren a partire dal 1981.
Piloti:
Nelson Piquet: La fragilità del motore BMW e più in generale della vettura che ha a disposizione nella prima parte di stagione compromettono la difesa del titolo da parte del brasiliano. Ma dal suo cilindro sempre colmo di sorprese – Nelson è forse il più sottovalutato tra i grandi della Formula 1 – Piquet estrae due vittorie a Montreal e a Detroit, un secondo posto a Zeltweg, e un terzo nel Gran Premio d’Europa disputato sul nuovo Nurburgring. A questi risultati vanno aggiunte nove pole position e tre giri più veloci in gara.
Teo e Corrado Fabi: Perso Riccardo Patrese, lo sponsor principale della squadra inglese – l’azienda italiana Parmalat – vuole comunque un pilota italiano. La scelta cade su Teo Fabi, che l’anno precedente ha stabilito la pole position nella Indy 500. Ma proprio perché occupato anche nelle corse nordamericane, Teo non può garantire la presenza in tutte le prove del Mondiale di Formula 1. Ecco allora che matura l’idea della sostituzione con il fratello Corrado, che disputerà in totale tre gare. Nelle altre tredici, Teo colleziona un quarto, un quinto e un terzo posto.
I nostri modellini di auto:
Proprio la McLaren renderà difficile la vita alla BT53 e pressoché impossibile a Piquet la difesa del titolo. Ma nonostante la fragilità del propulsore, che costringe il campione del mondo in carica a svariati ritiri, la stagione 1984 non è del tutto avara di soddisfazioni. La BT53 vince due delle 16 gare cui partecipa, stabilisce nove pole position – numero di assoluto rilievo per qualsiasi vettura in qualsivoglia stagione – e tre giri più veloci.
